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Raffaella Carrà
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Raffaella Carrà – Icona mondiale che ha ridato alla Spagna la gioia di vivere

Se lo affermassimo noi italiani, saremmo di parte: “Italians do it better”? Forse. Certo è, che lo storico quotidiano inglese “The Guardian” ha dedicato lo scorso mese un articolo a Raffaella Carrà. Un riconoscimento alla nostra Raffaella Nazionale, che fu rivoluzionaria senza mai scendere in piazza. Un fenomeno pop e gentile che è stato più efficace di qualsiasi slogan femminista per l’emancipazione della donna. Un tributo del quotidiano inglese per quel caschetto biondo che “ha insegnato all’Europa la gioia del sesso”.

The Guardian trae spunto dal nuovo film del regista Nacho Álvarez “Explota explota” (titolo della versione spagnola della canzone “A far l’amore comincia tu”), uscito in autunno in Spagna. Un film girato in tempi sconcertanti, di dramma e pandemia, che usa le canzoni della Carrà per ripercorrere la Spagna post-franquista e, di passaggio, per dare un po’ di brio a questi tempi così pesanti. 45 anni dopo la prima apparizione della Carrà nella televisione spagnola TVE, “l’universo Raffaella” torna ad animare le case spagnole. Anche in Spagna la Carrà ha la sua corte, che le è fedele fin da quando la sua “melena”, la sua frangetta, spazzò via gli ultimi colpi di coda della dittatura. Dal grigiore politico al fremito ormonale dei mariti spagnoli e all’incredulità divertita delle mogli, che si facevano ispirare dalla leggerezza di Raffaella, dai suoi vestiti e dal suo ombelico. La sua hit “Rumore” fissò nell’immaginario spagnolo quell’icona italiana dalla bocca rotonda, magra, libera e moderna come poche se ne erano viste in Spagna fino a quel momento. La sua presenza nella televisione spagnola divenne una costante, infastidendo non pochi colleghi spagnoli che si sentivano privati di quello spazio che veniva dedicato “a la italiana”. I suoi migliori momenti nella TVE sono stati riproposti in programmi speciali come “Viaje al Centro de la Tele” o “Tesoros de la televisión” con notevole successo di ascolto.

Raffaella è tornata alla ribalta in Spagna anche grazie ad una commedia teatrale “Para hacer bien el amor hay que venir al sur” del regista Ricard Reguant e all’uscita di una compilation di successi “Grande, Raffaella”. Canzoni piene di ironia e doppi sensi di cui la Carrà non sempre era consapevole, quando cantava le versioni delle sue canzoni nelle altre lingue. La sua carriera televisiva include una trentina di programmi presentati in Italia, Spagna, Argentina e Cile. La Spagna servì da trampolino per lanciarla in America Latina con risultati simili, se non superiori. In Spagna, il programma “Hola, Rafaella” fu un vero successo. Attori, cantanti e scrittori facevano a botte per sedersi sul suo divano e milioni di spagnoli aspettavano che suonasse il telefono durante la trasmissione, perché, se solo avessero risposto “Hola, Rafaella”, avrebbero vinto un premio in denaro. L’amore degli spagnoli per la Carrà era corrisposto, cosa che le facilitò l’apprendimento della lingua spagnola, che domina egregiamente. Arrivò la prima volta in Spagna nel gennaio del 1976. A Madrid faceva freddo, ma la gente brindava nei balconi. Lei non capiva, fino a quando le spiegarono che era morto da poco il dittatore. Fu un momento importante per la Spagna, che si avviava pacificamente alla democrazia. E lei era lì, pronta a far breccia nel cuore degli spagnoli e a interpretare la colonna sonora della loro vita. I suoi successi continuano ad essere suonati nelle feste popolari: dal “Tuca Tuca” al caratteristico movimento del collo all’indietro, anche in terra iberica non c’è stato nessuno che non abbia tentato di emularne il passo coreografico. Nella televisione nazionale spagnola, poche persone sono state capaci di destreggiarsi tra coreografie e conduzione di programmi in diretta, in prima serata. Ma lei ha conquistato il pubblico anche grazie alla sua semplicità: senza arrivismi né divismi, ma con tanta autoironia.

Nel 2018 la Spagna le ha dedicato un importante riconoscimento: quello di Dama “al Orden del Mérito Civil”, la più ufficiale delle onorificenze, fondata da Alfonso XIII di Spagna e consegnatale direttamente dall’attuale Re, Felipe VI. Ma Raffaella Carrà aveva già ricevuto in passato un prestigioso riconoscimento, il “Lazo”, durante il governo di Felipe González, dalle mani di Re Juan Carlos, per aver favorito come donna e con il suo lavoro, la conoscenza della Spagna fuori dai soliti stereotipi. Per la Spagna, la “rubia italiana” è una vera icona di libertà. La Spagna la adora: per i suoi 75 anni, “El País” le ha dedicato uno splendido articolo dal titolo “Raffaella Carrà, el mito cumple 75 años”. L’amore tra Raffaella e la Spagna non conosce fine, e nel 2017 è stata madrina del World Pride di Madrid. Si vocifera che non abbia fatto innamorare solo il popolo, ma anche il Re Juan Carlos, mai restìo a nuove conquiste (la contabilità del gossip gli attribuisce 1.500 amanti in quattro decadi).

Sembra però, che lei abbia preferito rimanere fedele al popolo, declinando con gentilezza le reali avances.


Francesca Passini

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