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FESTIVAL DELLE MIE BRAME, QUANDO APRIRAI LE TUE PORTE AL NOSTRO SCONSOLATO REAME?

SANREMO. Continuando di questo passo forse il Festival di Sanremo, con la ridiscesa dei contagi pandemici di questi giorni, riusciremo a vederlo verso fine aprile, o ai primi di maggio? La speranza è l’ultima a morire, certo il SanremoFestival porterebbe molto sollievo dopo questo dramma collettivo che sta unendo tristemente l’Universo.

A casa nostra, ad esempio, il mondo dello show business (ma non soltanto quello, purtroppo) è in pieno subbuglio; quello della canzone italiana, poi, è in totale fermento, perché si chiede: Sanremo no, Sanremo si, ma quando? Tutte domande più che lecite. Che però troveranno risposte entro gennaio, quando cioè si avrà un quadro più completo della situazione sanitaria.

Oggi è inutile fare annunci e proclami sul Festival. Come è inutile che la Rai si senta a questo proposito tutti i giorni con Sanremo (che non è nemmeno proprio vero). Per stabilire poi che cosa? Tanto chi decide è ancora lui: il maledetto Covid 19. Parlando, inoltre, di un ulteriore slittamento di data dell’evento, dai previsti primi di marzo, se la Rai propendesse per fine aprile o primi di maggio, forse si potrebbe avere la quasi certezza che il Teatro Ariston possa essere riempito in ogni angolo. Che le iniziative collaterali si possano svolgere con serenità nella piazze locali; che la casa da gioco possa recuperare appieno la sua, o le sue molteplici attività, oltre il gioco; che il Palafiori di Corso Garibaldi con Casa Sanremo, faccia da bel contorno ad un “rinato” Festival di Primavera.

Insomma la città di Sanremo e l’Italia intera rivivrebbe così appieno la giusta atmosfera accompagnata oltretutto da un sole quasi estivo. Pensiamo per un momento ad una Sanremo musicale molto colorata, profumata, speriamo pulita e accogliente, pronta quindi a ridare smalto e regalare sorrisi (gratuiti) agli ospiti. Dopo tanto dolore sarebbe davvero il caso che questa benedetta città dei fiori ne regalasse uno a tutte le Signore presenti, in segno di ritrovata gioia collettiva: succederà?

Intanto il bravo Amadeus conferma: “Quest’anno con Fiorello porteremo a Sanremo qualcosa in più rispetto all’anno scorso: tutti i nostri consueti e spontanei sorrisi li vorremmo dedicare ogni sera a tutte quelle persone che hanno lavorato instancabilmente per allentare la curva della pandemia, cercando di non dimenticarne nessuna. E’ un impegno che prendiamo fin d’ora e lo grideremo non sono solo dal palco del teatro, ma in ogni altra occasione che ci verrà offerta durante la settimana del Festival”. E come non credergli? Ci vediamo a dicembre.

A cura di Illy Masper

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